CRONISTORIA

DEL REGGIMENTO


Oltre un secolo di storia, dall’ardimento degli Arditi alla professionalità degli incursori di oggi.

Dal passato al futuro

Tradizione, valore e spirito di servizio uniscono generazioni di incursori al servizio dell'Italia.

La nostra storia

Una linea del tempo, un’unica missione


La cronistoria del Reggimento racconta un percorso fatto di continuità, trasformazione e identità. Dalle origini degli Arditi nella Prima Guerra Mondiale fino agli Incursori di oggi, il “Col Moschin” conserva un patrimonio di valori che attraversa epoche, denominazioni e scenari operativi diversi.

Cronistoria Completa

Le tappe che hanno accompagnato l’evoluzione del Reparto, dalle origini dei Sabotatori Paracadutisti fino agli Incursori di oggi.

“Arditi d’Italia, venire a voi è come entrare nel fuoco, è come penetrare nella fornace ardente, è come respirare lo spirito della fiamma, senza scottarsi, senza consumarsi.

In una delle vostre medaglie commemorative il combattente all’assalto è rappresentato avvolto dalla vampa, incombustibile come la salamandra della favola, con una bomba in ciascuna mano.

Il vostro elemento è l’ardore, la vostra sostanza è l’ardire.

Per ciò, se il Carso era un inferno, voi ne eravate i demoni. Se l’Alpe era l’empireo della battaglia, voi ne eravate gli angeli.

Creature fiammanti sempre e da per tutto.”

Il reggimento prende il nome dalla collina Moschin, luogo ove, durante la guerra del ’15-’18, gli Arditi furono protagonisti di uno dei più eccezionali esempi di coraggio del primo conflitto mondiale, difendendo strenuamente le proprie posizioni sotto gli incalzanti assalti dell’invasore austriaco. Il coraggio degli uomini di questo reparto d’élite del Regio Esercito, soliti dare l’assalto alle trincee nemiche con un pugnale stretto fra i denti e le bombe alle mani, fu tale che lo stesso Gabriele D’Annunzio vestì la divisa del reparto durante l’occupazione di Fiume del 1920. Un così vasto senso del dovere lasciò una traccia indelebile in quella generazione di militari che, alcuni anni dopo la Seconda Guerra Mondiale, tenteranno di dare seguito alla tradizione di arditismo dei propri precursori.

Ex ufficiali degli Arditi diedero segretamente il via alla ricostruzione di un reparto di combattenti specializzati in seno al Centro Militare di Paracadutismo di Viterbo. Il nuovo elemento, inquadrato nella 1ª Compagnia Paracadutisti, vide la luce nel settembre dello stesso anno con il nome di Plotone Speciale, posto sotto il comando del Tenente Franco Falcone. Il trasferimento presso la Scuola di Fanteria di Cesano, il 20 aprile 1953, coincise con la promozione a Compagnia Sabotatori Paracadutisti, al comando del Capitano Edoardo Acconci.

L’iter addestrativo prevedeva l’acquisizione delle tecniche di sabotaggio, roccia, sci, combattimento corpo a corpo, l’uso di una vastissima gamma di armi e mezzi, la creazione di “ponti” radio, la cartografia e, per gli elementi più idonei, la padronanza delle incursioni navali presso il GRUPP.ARD.IN. (oggi COM.SUB.IN) del Varignano.

Il 1957 vede il trasferimento dei Sabotatori a Livorno e, successivamente, a Pisa, con il cambio di nomenclatura in Reparto Sabotatori Paracadutisti. Il reparto viene impegnato in esercitazioni volte a saggiare le capacità difensive delle Forze Armate, con il ruolo delegato di forza nemica.

Il reparto fa ritorno a Livorno, ove viene elevato al grado di Battaglione Sabotatori Paracadutisti, posto alle dipendenze della Brigata Paracadutisti Folgore e articolato su un Plotone Comando, una Compagnia Allievi e due Compagnie Operative.

Ulteriore impulso viene fornito alla dottrina operativa del Battaglione, qualificando operatori in grado di operare in qualsiasi teatro: in precedenza si preferiva infatti “specializzare” gli uomini affidando loro solo operazioni nel proprio campo di competenza, ad esempio quello subacqueo o montano.

Il Battaglione viene mutato in 9° Reparto d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”: la qualifica di Sabotatore decade a favore di quella di Incursore e il reparto riceve in custodia la bandiera del X Reggimento Arditi.

Il IX Battaglione assume la denominazione di IX Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”.

Il Reggimento lascia la Brigata Folgore per passare al neocostituito COMFOSE (Comando Forze Speciali dell’Esercito).

Gli Incursori possono nuovamente ornarsi del loro antico fregio, il FERT.

Cerimonia di consegna del basco grigio-verde, a rimarcare il legame imprescindibile con i Reparti Arditi operanti nei due conflitti mondiali.

Un Patrimonio di Valori

Coraggio

Affrontare il rischio con lucidità e determinazione.

Lealtà

Servire il Reparto, i compagni e la Patria con coerenza.

Competenza

Preparazione costante e capacità di operare in contesti complessi.

Sacrificio

Anteporre la missione e il servizio all’interesse personale.

Spirito di corpo

Sentirsi parte di una storia comune, custodita e rinnovata da ogni generazione.